Le locazioni commerciali allo stato di emergenza COVID 19

Un chiarimento richiestomi, da parte di coloro che  sono stati costretti a chiudere la propria attività commerciale o artigianale, è la sorte delle locazioni commerciali , o per meglio dire  se sia possibile chiedere al proprio locatore la riduzione del canone per via delle contingenze dovute allo stato di emergenza Covid 19.

A questo proposito si possono prendere in esame alcune ipotesi:

  1. Innanzitutto una temporanea impossibilità non giustifica assolutamente il mancato pagamento del canone di locazione per la durata dell’impossibilità lavorativa, piuttosto potrebbe giustificare uno slittamento della rata mensile,  possibilmente in accordo con il locatore e che quest’ultimo voglia proporre di modificare equamente le condizioni del contratto, per tutta la durata dell’emergenza;
  2. Né potrebbe utilizzarsi l’art. 1467 c.c. che fa riferimento alla eccessiva onerosità contrattuale, perché si suppone che superata l’emergenza il conduttore voglia continuare la propria attività e non risolvere il contratto, come invece prevede la disposizione codicistica;
  3. volendo si potrebbe utilizzare l’art. 1464 c.c. in base al quale ottenere una parziale riduzione della prestazione, tuttavia tenendo in considerazione il fatto che tale impossibilità non ha  le caratteristiche della definitività;
  4. a parte le ipotesi de quo brevemente delineate, quello che occorre ricordare a tutti gli artigiani e commercianti che in base al Decreto Cura Italia, art. 91 DL18/2020 viene ammessa la disposizione relativa alla c.d. “impossibilità temporanea di adempiere alla propria obbligazione di cui all’art. 1256 c.c.” . Ciò fa si che a causa della mancanza di incassi si verifichi un’impossibilità di adempiere al canone stabilito per il periodo dell’emergenza, senza che le  conseguenze derivanti dall’inadempimento causato dal rispetto delle misure di contenimento, siano valutate a posteriori  ai  sensi e per gli  effetti degli artt. 1218  1223 c.c.

In definitiva, non risulta automatico il diritto ad una riduzione del canone di locazione, per ottenere ciò, non rimane che chiedere al locatore di rivedere le somme dovute in via amichevole e transattiva o in ultima istanza convocare il proprietario in mediazione in caso di rifiuto.

Non dimentichiamoci  tuttavia, che sempre sulla base del Decreto Cura Italia art. 65 “ai soggetti esercenti attività d’impresa è riconosciuto, per l’anno 2020, un credito d’imposta nella misura del 60 per cento dell’ammontare del canone di locazione, relativo al mese di marzo 2020, di immobili rientranti nella categoria catastale C/1.”