MESSAGGI SMS, WHATSAPP ed E-MAIL NON CERTIFICATE hanno valore legale ?

Le riproduzioni informatiche di cui debba includersi anche le riproduzioni fotostatiche di schermate contenenti gli scambi avvenuti su piattafome di servizi di messaggistica, vengono introdotte in giudizio mediante riproduzioni fotostatiche di immediata consultazione da parte degli organi giudicanti.

A tal proposito, la Cassazione ne ha riconosciuto il pieno valore probatorio, ritenuti come “elementi di prova” integrabili con altri elementi anche in caso di contestazione (Cass. Civ. 11/5/05 n. 9884), se colui contro il quale vengono prodotti non ne disconosce la conformità ai fatti o alle cose medesime.

In conclusione, questi messaggi possono essere utilizzati come vere e proprie prove a condizione che non ci sia disconoscimento dei fatti o delle cose medesime.

Nel caso contrario la Cassazione richiede che i motivi del disconoscimento siano chiari, espliciti e circostanziati.

E nei poteri del Giudice accertare la conformità all’originale anche attraverso altri mezzi di prova, comprese le presunzioni (Cass. 26/01/2000 n. 866, ex multis) infatti il giudice può disattendere il disconoscimento se sussistono elementi che confermino la veridicità del messaggio.

Cit; Osservatorio sul diritto di famiglia, sett/dic 2019 Avv. R.Ruggeri